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L'anestesia generale per gli interventi addominali in genere, ma spesso anche per altri tipi, richiede la paralisi muscolare per agevolare il lavoro del chirurgo e per un controllo più efficace della respirazione.
Ciò viene ottenuto mediante l'utilizzo di curari, farmaci che impediscono all'acetilcolina, il mediatore chimico preposto alla trasmissione neuromuscolare, di attivare la contrazione muscolare, e quindi di ottenere la paralisi muscolare che, si badi bene, non ha alcuna influenza sull'attività contrattile del cuore.
A partenza da sostanze di origine vegetale, quelle usate dagli indios amazzonici per intenderci, si è arrivati alla sintesi di tutta una serie di curari sempre più sicuri e con ridotti effetti collaterali.
Avere sotto controllo la situazione neuromuscolare del paziente è pertanto un importante requisito di accuratezza, per il preciso dosaggio dei farmaci, e di sicurezza: un movimento inopportuno e improvviso del paziente può essere dannoso. Questo strumento permette anche di risvegliare il paziente solo quando la funzione neuromuscolare è completamente ristabilita, abolendo quella sgradevole sensazione di fame d'aria che potrebbe insorgere quando l'attività muscolare non è completamente recuperata.

Tra i vari strumenti che permettono il monitoraggio dell'attività neuromuscolare sicuramente gli elettrostimolatori sono tra i più maneggevoli e pratici e vengono comunemente utilizzati nella pratica clinica.
Essi si basano sul principio della contrazione muscolare determinata da uno stimolo elettrico: vengono posizionati due comuni elettrodi per il monitoraggio ECG lungo il decorso di un nervo periferico, usualmente l'ulnare, e ogni 15 secondi viene applicato un treno di 4 impulsi (da cui il nome TOF: train of four).
Non potendo misurare direttamente la forza contrattile, funzione diretta della contrattilità, in ragione della macchinosità della rilevazione, si rileva l'accelerazione mediante un accelerometro: in accordo con la seconda legge di Newton (la forza F è uguale alla massa M per il tempo di accelerazione a), l'accelerazione di un muscolo ha una correlazione lineare con la sua forza contrattile. Nella configurazione più frequente, quella ulnare, l'accelerometro viene posizionato sul pollice a rilevare la contrazione del muscolo adduttore del pollice.
La misurazione del TOF, assieme all'ECG, alla saturimetria, alla capnometria, alla misurazione della pressione arteriosa e della concentrazione dei gas in ed espirati e ai parametri respiratori, rappresenta lo standard di monitoraggio per ogni anestesia generale.
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