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E’ una sindrome algica caratterizzata da dolore tessutale profondo, dovuto sia alla patologia degenerativa delle articolazioni interapofisiarie posteriori (becchi osteofitici, flogosi cronica con degenerazione cartilaginea e conseguente deformazione delle superfici articolari), come tipicamente avviene nelle forme artrosiche, sia alla presenza di un quadro di instabilità segmentale con conseguenti anomalie di impianto e/o di orientamento delle superfici articolari zigoapofisarie ( iperlordosi lombare, diminuzione dello spazio intersomatico, scoliosi, spondilolistesi, lesioni discali ecc.).
Come si manifesta?
Generalmente è presente un dolore sordo, profondo, spesso descritto come un peso, ad andamento continuo e localizzato in sede lombare (mal di schiena o low back pain), sopra le articolazioni zigoapofisarie, con possibili irradiazioni alla cresta iliaca, all’inguine, alla parte prossimale della coscia e alla natica.
Il dolore presenta una evidente componente incident, con esacerbazioni provocate dai movimenti di estensione e di inclinazione del tronco verso il lato affetto, dall’ortostatismo e dalla prolungata posizione seduta; viene invece alleviato dalla flessione del rachide. L’esame obiettivo è caratterizzato da rigidità del tronco, iperalgesia alla digitopressione della zona paravertebrale ( sopra le faccette articolari) e, soprattutto, dall’assenza di segni neurologici.
Come si diagnostica?
Una accurata anamnesi, supportata da un esame obiettivo e corredata da una valutazione radiologica che il medico antalgologo vi prescriverà, è sufficiente, in genere, a porre una corretta diagnosi. In sintesi:
Dolore lombare sordo e continuo
Irradiazione alla cresta iliaca, natica e inguine
Dolore alla compressione delle faccette
Esacerbazione all’estensione e rotazione omolaterale
Sollievo alla flessione
Nessun segno neurologico radicolare
Come si cura?
Come tutti i dolori cronici relativi all’apparato scheletrico, anche la sindrome delle faccette articolari beneficia della terapia fisica e della ginnastica riabilitativa, che è l’unica ad essere incisiva, a lungo termine, sui problemi di postura.
In situazioni refrattarie alla terapia fisica, o per sbloccare una fase critica è necessario, in alcuni casi, ricorrere al blocco delle faccette articolari.
Tecnica di esecuzione del blocco delle faccette
· In Rxscopia si esegue la centratura delle faccette articolari da trattare in proiezione antero-posteriore ed obliqua. In genere una inclinazione di circa 20-25° evidenzia bene le faccette (orecchio della caratteristica immagine della testa di cagnolino, detta "scottie dog" )
· Previo consenso informato, in anestesia locale, si introduce un ago da 22G, circa 1 cm caudalmente e lateralmente rispetto alla proiezione cutanea delle faccette
· Confermato il posizionamento della punta dell’ago nella rima articolare mediante l'iniezione di mezzo di contrasto (artrografia ) si iniettano 20 mg di Triamcinolone e 1,5-2 ml di ropivacaina o levobupivacaina (anestetici locali) per ogni faccetta trattata
E’ consigliabile trattare almeno 2 faccette per lato contemporaneamente.
A cura di P. Comassi e A. Dossena
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