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Scintigrafia



Sicurezza    ECG


Ogni anno più di 600 mila persone si rivolgono ai Pronto Soccorso degli ospedali italiani per un dolore toracico.

Dato l'aumento incontrollabile dei contenziosi medico-legali, queste persone vengono sottoposte ad un discreto numero di esami per escludere o confermare un ipotetico infarto miocardico: l'esito di questo screening, per quanto accurato possa essere, comporta un importante numero di ricoveri inutili, con i relativi costi, senza contarne gli aspetti psicologici, e un non indifferente numero di persone ritenute non meritevoli di un ricovero, ma che in realtà hanno veramente un infarto; anche con infarto in atto un ECG può risultare negativo.

In poche parole, gli attuali screening non sono in grado, quand'anche effettuati con scrupolo e diligenza, di ridurre significativamente i falsi negativi e positivi: le maglie sono troppo larghe.

Come risolvere allora il problema? Ricorrendo alla scintigrafia miocardica perfusionale: si tratta di un esame molto semplice nella sua esecuzione, in grado però di escludere o confermare con estrema precisione, la presenza di un infarto.

Al paziente viene iniettata una sostanza radioattiva che si distribuisce elettivamente nel tessuto miocardico in funzione della sua perfusione, cioè del flusso di sangue: in presenza di un angina o di un infarto, situazioni in cui vi è un deficit di flusso ematico in una determinata porzione del cuore, l'esame evidenzia una ridotta irrorazione, fotografando, mediante l'ausilio di una particolare fotocamera sensibile alle radiazioni, la mancata perfusione del muscolo cardiaco.

Oltretutto, la dose di radiazioni è abbondantemente inferiore ad una comune radiografia del torace, che spesso viene eseguita come screening nel dolore toracico.

Questa metodica viene correntemente eseguita negli Stati Uniti, permettendo di salvare un significativo numero di persone; in Italia trova un grosso ostacolo nel fatto che l'esame va eseguito nei Servizi di Medicina Nucleare, presenti in pochi ospedali.

L'evidenza della bontà della metodica è tale che si spera di introdurla come standard nello screening del dolore toracico.