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Il mare non finisce mai di stupire: di lui conosciamo solo una piccola parte e chissà quali altre sorprese saprà riservarci per il futuro.

Assomiglia ad un comunissimo paguro, quella lumachina che più o meno abbiamo cercato tutti di catturare sulle nostre spiagge, solo che vive nei mari tropicali e, nonostante l'aspetto innocuo, possiede un potentissimo veleno, dal quale un ricercatore filippino è riuscito ad estrarre un analgesico potentissimo: circa mille volte più potente della morfina, senza peraltro possederne gli effetti collaterali.

Il professor Baldomero Olivera è riuscito ad estrarre dalla piccola conchiglia un peptide (cioè una molecola proteica) formata da una sequenza di 25 amminoacidi (i costituenti base delle molecole proteiche): il nome farmacologico è ziconotide e rientra nella categoria dei farmaci calcio-antagonisti, quei farmaci cioè che, bloccando i canali del calcio, impediscono la conduzione dello stimolo, in questo caso doloroso, lungo le fibre nervose deputate.

L'agenzia europea dei farmaci ha già dato il via libera alla sua commercializzazione, registrandolo nella categoria dei farmaci orfani (si chiamano così i farmaci che non hanno ritorni economici tali da giustificarne una produzione) per la cura del dolore non trattabile con i comuni farmaci, morfina compresa.

Il farmaco sarà presto commercializzato in Italia e il suo uso sarà limitato ai casi più gravi con modalità particolari: al momento ne è prevista la somministrazione solo attraverso lo spazio peridurale, come avviene anche per altre sostanze deputate al trattamento del dolore o all'anestesia peridurale.