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Questa analisi è permessa da un particolare elettroencefalografo, prodotto da un’azienda americana ad altissima tecnologia, la Spacelabs, partner della NASA. In pratica l’onda elettroencefalografica, che è analogica ed è la trasformazione grafica dell'attività cerebrale, viene campionata migliaia di volte al secondo e trasformata in codice binario, cioè digitale.

A questi valori numerici viene applicato un complesso algoritmo, che permette di identificare dei parametri di riferimento, distinti per emisfero, ed assegnare agli stessi dei valori.

Attraverso l’analisi di questi valori, distinti per emisferi, è possibile monitorizzare lo stato di ossigenazione del cervello, in particolar modo durante gli interventi di tromboendoarteriectomia carotidea, dove, in alcune fasi dell’intervento, è necessario interrompere il flusso ematico nell’arteria carotide sede dell'intervento.

Quando l’anestesista si accorge dell’insorgenza di alterazioni ischemiche, fa modificare al chirurgo la tecnica operatoria, più spesso mediante uno shunt, permettendo la prosecuzione dell’intervento e prevenendo danni permanenti.

L’analisi digitalizzata permette un’interpretazione più precisa, non dipendendo dall’esperienza dell’elettroencefalografista.

Oltre a questo specifico intervento, l’analisi EEG trova indicazione anche in quegli interventi in altre sedi corporee di pazienti affetti da stenosi carotidee, in cui la diminuzione della pressione arteriosa media, da cui dipende il flusso ematico cerebrale, potrebbe condizionare un ridotto apporto di sangue (perfusione) cerebrale, con conseguente danno ischemico.