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Indicazioni
Trattamento della cefalea post-rachicentesi, quando si sospetta una liquorragia, cioè la fuoriuscita del liquido cefalo-rachidiano. Questa è sostenuta dalla differenza di pressione esistente tra lo spazio subdurale (positivo) e lo spazio peridurale (negativo) e che tende a mantenere pervio il foro provocato dall'ago: con le metodiche moderne questo tipo di cefalea è diventata estremamente rara dopo anestesia subaracnoidea.

Metodica
Dopo aver ottenuto il consenso informato, in ambiente operatorio per la necessità di supporti rianimatori, si allestisce adeguato campo sterile con paziente in posizione laterale dato che la posizione seduta può esacerbare la cefalea.
La procedura richiede 2 persone che contemporaneamente eseguano le manovre di cui si compone la metodica.

1° operatore: individua, previa anestesia locale con lidocaina 2% e ago sottile, attraverso l’ago di Thuoy con tecnica del mandrino liquido, lo spazio peridurale target, esattamente come avviene per una infiltrazione peridurale.
Se il foro nella dura è importante, vi potrebbe essere fuoriuscita di liquor dallo spazio peridurale; se si è convinti di essere nello spazio peridurale si può avere conferma iniettando una test dose di lidocaina.

2° operatore: preleva in maniera sterile 15-20 ml di sangue dallo stesso paziente.

1° operatore: inietta, 5 ml per volta, il sangue prelevato fino a che il paziente non riferisce un leggero senso di pressione in sede di iniezione o fino alla comparsa di una certa resistenza all’iniezione.


  La procedura viene eseguita sotto monitoraggio delle funzioni vitali del paziente.


Permanenza in day hospital per qualche ora per il controllo di eventuali complicanze e la verifica dell’efficacia del trattamento.


A cura di A. Dossena