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La sicurezza in anestesia dipende anche dalla possibilità di controllo dei parametri del paziente: fino a non molto tempo fa i controlli intraoperatori erano incentrati soprattutto sugli aspetti cardiovascolari (pressione arteriosa, ECG, frequenza cardiaca, ossigenazione) e respiratori. Sono sempre esistiti sistemi di controllo delle funzioni cerebrali, come ad esempio l'elettroencefalogramma, ma la loro complessità mal si sposa con la routine quotidiana e sono quindi riservati a specifiche situazioni, come le anestesie per le tromboendoarteriectomie (TEA) carotidee.
La sempre maggiore attenzione al benessere del paziente in sala operatoria ha accresciuto la necessità di monitoraggi sempre più efficaci e rivolti anche ad altri aspetti, come ad esempio il controllo dello stato di coscienza, per prevenire ad esempio spiacevoli episodi di awareness, il cosiddetto risveglio intraoperatorio, o al contrario per prevenire un'eccessiva sedazione. Non che in passato non vi fosse un'attenzione a questi problemi, che anzi vengono normalmente valutati in maniera indiretta, solo che oggi è possibile monitorizzarli direttamente con il BIS.
L’indice BIS è un valore numerico direttamente riferibile al livello di sedazione e coscienza del paziente.
Mediante l’applicazione di un complesso algoritmo ad una derivazione elettroencefalografia semplificata ottenuta con un particolare elettrodo monouso, è in grado di monitorare in continuo lo stato ipnotico.
E’ possibile, interpolando i dati del BIS con i comuni parametri, anche discernere l’aspetto ipnotico da quello analgesico, ed intervenire selettivamente sulle singole componenti dell’anestesia, con maggior sicurezza, più precisione e minor uso di farmaci.
In uno studio multicentrico si è potuto dimostrare un risparmio di farmaci e un risveglio più pronto.
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