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La parola deriva dal greco”anaistesia” e significa insensibilità.

I primi farmaci utilizzati per eliminare il dolore furono l’oppio, l’alcool e….. la botta in testa, ma causavano molti inconvenienti. Nel 1799 venne utilizzato per la prima volta il "protossido d’azoto" (detto gas esilarante perché causava euforia), più pratico ed efficace, ma poco potente.

Solo nel 1864 venne introdotto nella pratica clinica il primo vero anestetico, l’etere, il quale, oltre ad essere maneggevole e sicuro per il paziente, era anche potente: consentiva, cioè, di ottenere anestesia completa, con insensibilità al dolore (analgesia) e perdita di coscienza (ipnosi), necessaria per eliminare lo stress dell’atto operatorio.

Perché è impossibile eseguire con successo un intervento chirurgico senza anestesia?
L’anestesia sopprime il dolore provocato dall’intervento, pone il paziente in condizioni di sopportare lo stress fisico ed emozionale, e mette il chirurgo nelle migliori condizioni per operare.

L'anestesia locale
Si dice locale perchè abolisce la sensibilità solo di una parte del corpo e perchè il paziente rimane sveglio.
Essa può essere:

topica: è utilizzabile nella chirurgia dell’occhio, del naso dell’orecchio, della gola, della vescica etc., applicando l’anestetico direttamente sulla zona del piccolo intervento.

Questa tecnica, mediante l’applicazione di una crema anestetica sul braccio, viene sfruttata per l’incannulamento venoso nei pazienti pediatrici, in modo che il paziente non percepisca la puntura.

per infiltrazione: l'anestetico, iniettato in vicinanza dei rami nervosi, blocca la trasmissione dello stimolo dolorifico: una tipica anestesia locale è quella praticata dal dentista.

tronculare o plessica: vi è una infiltrazione ancora più profonda dell'anestetico locale, in modo da bloccare i tronchi nervosi di maggiori dimensioni e la sensibilità di ampie regioni.

spinale e peridurale: l'anestetico viene iniettato direttamente nel liquido in cui è immerso il midollo spinale( anestesia spinale) o subito al di fuori della membrana che racchiude al suo interno il midollo spinale e il liquido che lo bagna( anestesia peridurale). Queste due ultime tecniche determinano una perdita completa di sensibilità di aree ancor più vaste (per esempio tutta la metà inferiore del corpo) e consentono quindi interventi più impegnativi e di più lunga durata.

L'anestesia generale
Essa è caratterizzata dalla perdita di coscienza e di sensibilità dell'intero organismo. Si ottiene con gli anestetici generali che, somministrati per via inalatoria, cioè attraverso i polmoni o iniettati direttamente in vena, dal sangue raggiungono il cervello e bloccano i centri nervosi. Nell'anestesia generale si riconoscono varie fasi che possono essere paragonate al volo di un aereo.

Infatti vi è un decollo, che corrisponde all’induzione dell'anestesia, il raggiungimento di una quota di volo che corrisponde al mantenimento di un piano di anestesia adeguata al tipo di intervento e al tipo di paziente e infine un atterraggio che corrisponde al risveglio. Come un pilota deve garantire il massimo di sicurezza e di comfort per i passeggeri durante le fasi del volo, così l'anestesista deve "pilotare" l'anestesia in modo che il paziente sia sempre sicuro.  

Come un pilota controlla tutti i parametri di volo con la strumentazione di bordo, così l'anestesista attraverso l'osservazione clinica e mediante sofisticate apparecchiature controlla le funzioni più importanti (battito cardiaco, elettrocardiogramma, pressione arteriosa, ossigenazione, temperatura corporea, perdite di sangue, respirazione, coagulazione del sangue, idratazione etc.) e corregge le variazioni mediante farmaci e altri accorgimenti.

Nei pazienti sottoposti ad anestesia generale si effettua di routine una procedura di "intubazione": con questo termine si intende l’inserimento di un tubo nella trachea, mentre il paziente è addormentato, per assicurare il passaggio dell’aria nelle vie respiratorie, aiutare la respirazione e prevenire l’inalazione nell’albero respiratorio di materiale proveniente dallo stomaco.

A seconda se l’anestetico viene somministrato sotto forma di vapore attraverso le vie aeree e i polmoni, in forma liquida direttamente in vena, o attraverso entrambe le vie, l’anestesia generale si distingue in:


 Anestesia generale inalatoria

 Anestesia generale endovenosa

 Anestesia generale bilanciata


In qualche caso, per procedure brevi si effettua una cosiddetta sedazione profonda che in realtà altro non è che una anestesia generale senza intubazione, dove comunque l'anestesita assicura la ventilazione attraverso una maschera. Questa è una metodica che si sposa bene solo a procedure che durano pochi minuti e durante le quali vi è accesso da parte dell'anestesista alle vie aeree

E' una pratica che solo l'anestesista può mettere in atto perchè tale situazione può comportare una ipoossigenazione e ridotta ventilazione e può richiedere una intubazione immediata

Come ci si sente durante l’anestesia?

Nel caso di un’anestesia locale, sentirai prima una sensazione di calore, un formicolio e un intorpidimento, poi perderai la sensibilità e la possibilità di muovere l’area anestetizzata.

Nel caso di un’anestesia generale percepirai prima un piacevole senso di galleggiamento e immediatamente dopo un sonno irresistibile: la perdita di coscienza avviene pressappoco nello stesso tempo che si impiega a spegnere una lampada con interruttore.

Da quel momento sarai nelle mani del tuo anestesista. 

Come vengono scelti gli anestetici?

Il principio generale è di assicurare al paziente il massimo possibile di sicurezza e di comfort, e al chirurgo le migliori condizioni di lavoro.
La decisione viene presa dopo che l'anestesista ha visitato il paziente per accertarsi delle sue condizioni generali, dello stato psichico, della funzionalità di alcuni organi ed apparati, ne ha esaminato attentamente la cartella clinica e gli esami di laboratorio ed ha discusso insieme al chirurgo dell'intervento da eseguire (sede, durata presumibile, particolari esigenze etc.).

Chi decide il tipo di anestesia?


Solo quando è sufficiente un'anestesia locale circoscritta, per esempio per un piccolo intervento ambulatoriale, a decidere ed a eseguire l'anestesia è lo stesso chirurgo.

In tutti gli altri casi a decidere è solo l'anestesista che eseguirà poi l'anestesia stessa, perché è il solo a conoscere dettagliatamente gli effetti degli anestetici e le loro interferenze con le funzioni vitali dell'organismo, ed è il solo in grado di utilizzare le apparecchiatura necessarie all'esecuzione dell'anestesia e al controllo delle funzioni vitali e di eventuali reazioni avverse.

In alcuni casi come per gli interventi sugli arti o sul basso addome (ernia etc), se non esistono controindicazioni, sarà possibile che l'anestesista e il paziente decidano insieme il tipo di anestesia scegliendo tra loco-regionale (spinale o plessica) o generale.

Il principio generale è di assicurare al paziente il massimo possibile di sicurezza e di confort. 

Che cosa fa l'anestesista?

Si prende cura dei paziente prima, durante e dopo l'intervento. Prima dell'intervento controlla tutti gli aspetti clinici del paziente che non siano di stretta pertinenza chirurgica, prescrive indagini cliniche e di laboratorio e decide interventi terapeutici che possono migliorare le condizioni di base. Al fine di ridurre il ricorso alla trasfusione di sangue omologo( da donatore), se è prevedibile un importante sanguinamento intra- o post-operatorio, dispone un predeposito del sangue, avvalendosi della specifica competenza del medico trasfusionista: in pratica viene creata una banca del sangue, da utilizzare in caso di necessità.

Durante l'intervento esegue l'anestesia, ne controlla la profondità, anche con strumenti sofisticatissimi (ad es. il BIS ), al fine di eliminare completamente il dolore e di garantire l’incoscienza.

In alcune particolari procedure, o dove è forte il sospetto di un’insufficiente perfusione ematica cerebrale, ne controlla la corretta ossigenazione con un elettroencefalografo digitalizzato.

Controlla istante per istante tutte le funzioni vitali (ECG, ossigenazione, ventilazione, pressione arteriosa e in qualche caso venosa, temperatura corporea etc.) mediante le informazioni che gli vengono fornite dal monitor e da altre sofisticate apparecchiature (tipo ecodoppler transesofageo), mediandole con la propria esperienza, adegua la profondità dell'anestesia, alle esigenze chirurgiche e alle condizioni dei paziente, e ne corregge le alterazioni indotte dal trauma chirurgico.

Interviene con liquidi, farmaci, sangue se necessario ed altri accorgimenti per mantenere in equilibrio le funzioni del vostro organismo.

Se possibile, recupererà il sangue perso durante l'intervento e dopo averlo depurato con una speciale macchina, ve lo reinfonderà per evitare il ricorso a sangue altrui. L’insieme della pratica del predeposito abbinata al recupero intra-operatorio ha di fatto ridotto, in maniera drastica, il ricorso alle trasfusioni di sangue omologo (da donatore). 

Dopo l'intervento si assicura del completo recupero dello stato di coscienza e mette in atto le terapie più idonee per lenire il dolore e per prevenire e trattare qualsiasi complicanza.

Per interventi particolarmente importanti che riguardano soprattutto l'addome l'anestesista potrebbe proporti una spinale antalgica: si tratta in pratica di effettuare, prima dell'anestsia generale, una spinale single shot attraverso la quale si introduce una modicissima quantità di morfina che in quella sede ha un'azione notevolmente supriore alla somministrazione endovenosa con minori effetti collaterali tipo nause e vomito (PONV)

Sarai trasferito nella sala di risveglio (recovery room) e tenuto sotto stretta sorveglianza fino a quando non avrai riacquistato completamente lo stato di coscienza.
Durante questa fase ti sarà somministrato ossigeno mediante una mascherina e, se necessario, farmaci e liquidi per preservarvi da qualsiasi complicanza.

Prima di inviarti in camera ti ricontrollerà tutti i parametri vitali (polso, pressione, respirazione, temperatura corporea etc.)

Rischi ?

In genere i rischi legati all’anestesia sono bassi, e dipendono non tanto dall’anestesia in se, ma dalle condizioni fisiche del paziente e dalla gravità dell’intervento stesso.

A parità di intervento chirurgico, quello che incide è lo stato fisico del paziente, che viene identificato in 5 classi ASA.

Ritornando al paragone dell’aereo, è ovvio che volare con un motore un po’ scassato sia più pericoloso che volare con un aereo in buona efficienza,ma come per l'aereo non esiste il rischio zero: anche se rare vi possono essere reazioni avverse ai farmaci con sviluppo di uno shock anafilattico potenzialmente mortale, così come una imprevista aritmia può essere non reversibile. Sono comunque eventi rarissimi, così come l'ipertermia maligna, legata ad un difetto congenito del metabolismo del calcio. 

Effetti collaterali?

Gli effetti collaterali sono minimi:

 Bocca secca

 Amnesia di breve durata al momento del risveglio

 Senso di irritazione alla gola se è stata utilizzata l'’intubazione tracheale, indispensabile nella maggior parte dei casi per garantire la pervietà delle vie aeree e la prevenzione dell’inalazione nelle vie aeree di materiali e liquidi provenienti dallo stomaco

 Nausea e vomito che però possono essere prevenuti e trattati


Suggerimenti


Quelli che seguono sono alcuni suggerimento che peraltro dovrebbero essere stati dati anche in occasione del Prericovero Chirurgico, attraverso il quale ormai passa più dell'80% di chi dovrà sottoporsi ad un intervento.

 Se è prevista una cena la sera precedente l'intervento, questa dovrà essere composta da cibi semplici e digeribili.

 L'assunzione di acqua è in genere possibile fino a 4 ore dall'orario previsto per l'intervento.

 Astieniti dal fumo.

 Se previsto, esegui una corretta preparazione dell'intestino.

 Ricordati che una scrupolosa igiene del corpo è la migliore prevenzione delle infezioni post-operatorie.

 Rimuovi le eventuali protesi dentali, lenti a contatto, monili e lo smalto per le unghie.

 Indossa, se previsto, le speciali calze per prevenire le trombosi ed assumi le terapie eventualmente prescritte.

 Assumi, salvo diversa indicazione del tuo anestesista, la terapia farmacologica cardiologica (farmaci antiipertensivi, per il cuore etc) e respiratoria (farmaci per l'asma etc): per rispettare il digiuno sarà sufficiente assumerli con il minor quantitativo di acqua (non altri liquidi) possibile.

In conclusione

Bene, avrai capito da questa breve esposizione quanto importanti siano l'anestesia e l'anestesista. Fidati di lui e segui il più possibile i suoi consigli.

Si sta adoperando al meglio per ridurre i tuoi disagi ed assicurarti una rapida ripresa: il tuo benessere e la tua sicurezza sono le sue motivazioni.

Se hai dei dubbi, non avere esitazioni: lui, come sempre, è a tua disposizione.

P.S.: queste informazioni, insieme a quelle che il tuo anestesista fornirà, sono indispensabili per la sottoscrizione di un consenso informato che possa definirsi veramente tale.


Testo a cura del Prof. V.A. Peduto rielaborato da A. Dossena e per gentile concessione della ABBOTT