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Dopo anni di ricorso eccessivo al parto cesareo, arrivato a raggiungere in alcune situazioni, per fortuna rare, il 50% dei parti totali, si sta cercando di ridimensionarne il ricorso con tecniche sempre più evolute: si è visto in particolare che un elevato numero di cesarei erano stati condizionati da false positività per sofferenza fetale.

I nuovi strumenti, la saturimetria e l'elettrocardiogramma fetale promettono un monitoraggio più preciso e quindi una riduzione delle false positività col risultato finale di un minor ricorso al bisturi. Anche se, come dicevamo, un parto per le vie naturali è sempre auspicabile, in una percentuale variabile di casi, che nel nostro Ospedale è di circa il 20%, è necessario ricorrere ad un parto cesareo: lo scopo è quello di prevenire situazioni pericolose per il feto e la madre. L'attento monitoraggio delle condizioni della madre e del feto permettono il conseguimento di Apgar ottimali.

Varie sono le cause che indirizzano verso il taglio cesareo; le più frequenti sono:

- la sofferenza fetale, rilevata soprattutto attraverso il monitoraggio del battito cardiaco fetale in rapporto con le contrazioni uterine, la saturimetria fetale e l'elettrocardiografia fetale

- la mancata progressione del feto nel canale del parto

- la sproporzione feto-pelvica, quando cioè la testa del feto è troppo grossa rispetto al bacino della mamma precedenti tagli cesarei, anche se si assiste sempre più a parti naturali in donne precesarizzate.

L'anestesia per il parto cesareo è fra le più problematiche, dovendo combinare le esigenze della madre e del figlio, spesso fra loro contrastanti, e fra le più coinvolgenti, per i risvolti psicologici che accompagnano il parto.
La scelta fra i vari tipi di anestesia è frequentemente dettata da criteri di urgenza e da eventuali patologie associate alla gravidanza, come la gestosi, ad esempio, e in questi casi spesso la scelta del tipo di anestesia è quasi obbligata.

Nel caso il cesareo sia di elezione e non vi siano particolari indicazioni o controindicazioni, è viceversa possibile scegliere tra 3 possibili anestesie:

 anestesia peridurale
 anestesia spinale
 anestesia generale

Anche nel nostro Ospedale, come in tutto il mondo occidentale, abbiamo una preferenza per l'anestesia loco-regionale (peridurale e spinale), in quanto permette alla mamma di essere partecipe al magico momento del parto, di vedere il neonato, di sentirne i primi vagiti  e di goderne l'ingresso nella comunità.

Essa, fra l'altro, evita le possibili complicanze legate all'intubazione tracheale, determinate dalle modificazioni che la gravidanza genera a livello delle prime vie aeree. Non perdendo, durante l'anestesia spinale, il controllo delle vie aeree, la sindrome di Mendellson è praticamente improbabile.

Qualunque idea tu abbia in merito, o qualunque consiglio ti sia stato dato, parlane con il tuo anestesista, che è il competente per quanto riguarda questo aspetto; conosce tutti i risvolti relativi alle varie tecniche e la loro interferenza con i tuoi eventuali problemi ed e pertanto l'unico in grado di consigliarti per il meglio.

Anche se in rarissimi casi, le complicanze ostetriche di tipo emorragico sono tra le più temibili, motivo per cui la loro precoce individuazione rappresenta un un assoluto imperativo (vedi protocollo)