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L'agopuntura è una antichissima
disciplina cinese: il primo trattato a cui si fa risalire l'uso dell'infissione
di aghi per il trattamento di particolari patologie risale
al 2690 a.C.. Nata empiricamente attraverso secoli di osservazione quotidiana,
gli fu in seguito data una base teorica, che si rifà al Taoismo: base della
teoria è il concetto di Energia, formata da due forze in equilibrio tra di
loro, lo Yin e lo Yang. Compito dell'agopuntura è mantenere l'equilibrio tra di
loro.
Un gruppo di ricercatori ha, per
così dire, fotografato le aree cerebrali attivate dall'agopuntura.
Mediante la PET (la tomografia ad emissione di positroni, che è una metodica in grado di dare informazioni
funzionali e non solo anatomiche) è stato possibile comparare le aree cerebrali
attivate dalla pratica agopunturistica con le aree attivate dagli stimoli
algogeni (dolorifici):le aree sono praticamente sovrapponibili, non solo, ma si
è potuto escludere anche un effetto placebo quando volutamente si infiggevano
gli aghi in posti sbagliati e non vi era attivazione cerebrale.
Fra le ipotesi, vi è anche quella che l'agopuntura, agendo sulle stesse zone di percezione centrale del
dolore, scompagini i meccanismi abituali di elaborazione degli stimoli dolorosi,
impedendo di fatto al cervello di percepirli come tali. (Per
approfondire......)
Si sta peraltro tentando di verificare se una delle ipotesi finora più accreditate, cioè quella della
stimolazione della liberazione di sostanze morfinosimili ( che il nostro
corpo abitualmente produce e che prendono il nome di endorfine) possa trovare
dimostrazione mediante l'analisi con la PET.
Fra le malattie che possono giovarsi del trattamento agopunturistico, si ricordano in particolare le
emicranie, il mal di schiena in
genere, le sciatalgie e i disturbi muscolo- scheletrici in generale e i disturbi ginecologici.
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